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Bipop: uno scandalo all'italiana
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[Scandalo BIPOP]

3 Luglio 2006: riparte il caso Bipop Carire a Milano


MILANO (3 luglio 2006) - Vecchia Bipop-Carire: la Procura di Milano ha notificato, in data odierna,
l'avviso di chiusura delle indagini nei confronti di 12 tra dirigenti ed esponenti della vecchia Bipop-Carire, coinvolti nella vicenda con accuse a vario titolo di ostacolo agli organi di vigilanza, violazione del testo unico bancario e infedeltà patrimoniale. I magistrati hanno depositato gli atti a disposizione delle parti e dei difensori: una comunicazione che preluderebbe alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli indagati. L'inchiesta, condotta dai pm Ruta e Spadaro, riguarderebbe una serie di illeciti commessi tra il 1998 e il 2001 collegati alla gestione della banca.
Era nata dalla Procura di Brescia, ma nel novembre dell'anno scorso — dopo una lunga serie di udienze — è stata trasmessa a Milano per competenza territoriale.
Nell'avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Milano alle 12 persone interessate (per altre quattro la posizione è ancora in sospeso) non compaiono più i reati contestati a vario titolo dalla magistratura bresciana di associazione per delinquere, falso in bilancio e appropriazione indebita.
Si attende ora la richiesta di rinvio a Giudizio.

MILANO (2 dic. 2006) - Passano gli anni, la prescrizione fa il suo corso e lo scandalo rischia sempre di più di passare sotto silenzio. Nonostante l'ex Bipop abbia mietuto migliaia di risparmiatori e bruciato migliaia di miliardi delle vecchie lire. Ma c'è chi continua ad andare avanti, a testa bassa, nel tentativo di ricevere finalmente giustizia dopo quel crac che - era l'inizio del millennio - venne definito come l'omologo italiano del collasso della statunitense Enron. E sono in tanti a sperare nel ristoro dei danni ingiustamente patiti. Lo dimostra la prima udienza preliminare del processo all'ex Bipop, che vede alla sbarra 12 dirigenti ed esponenti della banca, tra cui figura l'ex amministratore delegato Bruno Sonzogni, indagati per presunti illeciti commessi tra il 1998 e il 2001 nella gestione dell'istituto: il gup di Milano Marco Maria Alma ha ammesso la costituzione come parti civili della Banca d'Italia, di Consob, di Fineco e di circa 800 piccoli azionisti dell'istituto di credito. Sono stati invece per il momento esclusi dalla possibilità di partecipare al processo in qualità di parti civili circa mille azionisti le cui procure speciali sono rimaste a Brescia. La costituzione vera e propria avverrà al momento del dibattimento: vi è molto scetticismo sull'effettivo svolgimento di questo processo. Le accuse, a vario titolo, a carico dei 12 sono di ostacolo agli organi di vigilanza, violazione del testo unico bancario e infedeltà patrimoniale. Il procedimento deriva da un fascicolo inizialmente aperto dalla Procura di Brescia che ha poi trasmesso a Milano gli atti su disposizione del giudice che si era dichiarato incompetente. Inizialmente le accuse includevano anche l'associazione per delinquere, il falso in bilancio e l'appropriazione indebita, tutti reati caduti nell'avviso di chiusura delle indagini formulato dai pm milanesi Gaetano Ruta e Sergio Spadaro , notificato a luglio scorso. Quello che si ha davanti è una brutta copia dell'originario processo. Il gup Alma ha poi fissato le prossime udienze che si terranno il 20 dicembre, il 15, il 22 gennaio 2007.
Milano, 15 gen. 2007 (Apcom) - Il gup Marco Maria Alma deciderà lunedì 22 gennaio sulla richiesta di patteggiamento avanzata da dieci dei dodici imputati all'udienza preliminare per la vicenda di presunti illeciti commessi tra il 1998 e il 2001 nella gestione della Banca Bipop-Carire. Sono state formalizzate le richieste di patteggiamento a una pena di sei mesi da convertire in pena pecuniaria per una molta di 68.400 euro per tutti gli imputati eccetto uno che dovrebbe versare circa 58.000 euro. Le accuse sono ostacolo all'attività di vigilanza della Consob, infedeltà patrimoniale e violazione al testo unico bancario. Tra le persone che hanno chiesto di patteggiare Bruno Sonzogni, ex Ad di Bipop, e altri ex vertici della banca come Maurizio Cozzolini, Mauro Ardesi, Gianfranco Bertoli e Arturo Amato. Il processo era stato trasferito da Brescia a Milano nei mesi scorsi. Processo rinviato al 22 gennaio 2007 per il patteggiamento.
Cosa significa? Gli imputati ammettono le colpe e convengono una pena minima: i risarcimenti ai consumatori si otterranno solo con nuovi processi civili! In poche parole: si ricomincia ancora una volta da "0"! EVVIVA L'ITALIA DELLE TRUFFE !!!!!!!!!!!





.... E VENNERO I PATTEGGIAMENTI .........

MILANO, 22 gennaio 2007 - Dieci patteggiamenti e due proscioglimenti davanti al gup di Milano hanno chiuso l'udienza preliminare per la vicenda dei presunti illeciti nella precedente gestione della banca BiPop Carire (oggi nel gruppo Capitalia), al termine di una lunga vicenda giudiziaria iniziata a Brescia e poi trasferita a Milano. Lo riferisce una fonte giudiziaria. I 12 dirigenti erano accusati di ostacolo agli organi di vigilanza, infedeltà patrimoniale e violazione del testo unico bancario. Dieci di loro hanno patteggiato una pena di sei mesi di reclusione davanti al gup Marco Maria Alma, che per nove di loro ha convertito la pena detentiva in una multa di 68.400 euro, mentre per uno di loro, Aurelio Menni, all'epoca dei fatti membro del collegio sindacale della banca, la multa è stata di 58.400 euro. Tutti godranno di uno sconto di 10.000 euro grazie all'indulto. Tra i patteggiamenti Bruno Sonzogni ex amministratore delegato di BiPop, l'ex vicedirettore generale Giovanni Cadei, l'ex presidente del consiglio di amministrazione Giacomo Franceschetti. Il giudice ha invece prosciolto Marino Passeri e Pierluigi Streparava, ex membri del cda. Alle parti civili, tra le quali Consob, Bankitalia, circa 800 piccoli azionisti ed utenti investitori non resta che agire in sede civile per ottenere risarcimenti. E' una vera e propria disfatta per la Giustizia ed i diritti dei cittadini consumatori italiani: anni di speranze, di lotte a Brescia ed a Milano per un epilogo rovinoso!

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